Descrizione Tratto ``Zona mosca nokill`` in alta Valtellina, in gestione UPS. Pochi km a valle di Bormio, appena a monte dell`omonimo paesino, che si raggiunge percorrendo la superstrada Lecco-Bormio. La soluzione più comoda è parcheggiare in fondo alla stradina che si trova, sulla destra, 30m dopo la cantoniera, poco oltre il paese. Comunque l`accesso è possibile in qualsiasi punto della vecchia statale e vale la pena di andare a gettare un`occhiata dall`alto, all`uscita del bypass, senza preoccuparsi della sbarra che non viene mai abbassata, per rendersi conto dello stato di attività o meno delle trote. Nel paese si trova anche l`unica trattoria dove, superata la cronica diffidenza per il ``foresto``, si può farsi preparare dei buoni pizzoccheri o altro; oppure a Bormio (10` d`auto) alla pizzeria ``La Stua`` si può mangiare anche alla grande. Sistemazioni a Bormio per qualsiasi esigenza e portafoglio.
Ambiente e storia del luogo.
Il posto è il primo tratto di fiume che, a valle della Valpola, percorre ancora l`alveo naturale dopo la tragica alluvione dell`87 e dopo i folli interventi dei cementificatori. Un consiglio: provate ad andare un po` in sù verso Bormio e vi chiederete se forse si volevano imbrigliare le cascate Vittoria (ovviamente quelle briglie in 15 anni non hanno mai visto una sola goccia d`acqua). I resti che potete osservare in sponda sinistra tra le montagne di detriti, sono quelli del cantiere che ha operato abusivamente per un decennio, e oggi, quando sono rimaste solo le porcherie, è finalmente stato messo sotto sequestro, così non si può nemmeno ripulire (ovvio che la ditta sta facendo altre cementificazioni nelle vicinanze). A questo punto perchè andarci?!? Ma perchè si prendono un sacco di trote! E senza che sia più stato ripopolato dal `96 al 2001. E` un esempio paradossale e un po` antelitteram di scempi umani fatti al solo fine di lucro, capacità della natura di riappropriarsi del territorio e, va detto, testarda determinazione di alcuni, pochi, uomini in UPS, pam, guardapesca, nell`affidare alla pesca a mosca la difesa di questo tratto di fiume altrimenti condannato a morte. Il giorno della riapertura, nel 96, all`alba eravamo in tre, faceva un freddo cane, ci sentivamo degli astronauti sulla luna. Bastarono pochi lanci e non riuscivamo a crederci. Nove anni di chiusura alla pesca e, malgrado il bracconaggio, le piene tremende che arrivano dal tubo del bypass (clamoroso errore di progetto!) con una violenza inaudita sconvolgendo sempre tutto tranne le briglie, i locali che fanno ogni volta man bassa delle trote smontate, malgrado tutto, stavamo catturando una quantità inverosimile di fario, grosse iridee fino al chilo e mezzo, qualche salmerino e qualche raro temolo. Bene, non è più così facile ma i pesci sono davvero ancora tantissimi. Il bracconaggio è un po` calato, Pierino (la guardia) colpisce duro, apprezza molto i pam e gli dispiace vedere che qualcuno, con tanto di stemma di qualche fly, non resiste e si porta a casa magari la trentesima trota, non gli dice niente perchè in fondo noi pam ``di fuori`` abbiamo salvato questo tratto con la nostra presenza, però in qualche modo cerca di fargliela capire...
Tecniche
Tutte quelle che conoscete! a ninfa bisogna solo cercare di non esagerare.... Schiuse Le solite olive, i soliti chironomi, spesso una mosca da caccia si impone per questioni di visibilità, se le trote sono fuori si catturano bene a pochi cm. da riva. Le iridee sono fortissime e spesso non c`è verso di farle salire; le fario invece soprattutto nei primi due mesi sono affamate, ma deboli, spesso ``anguilliformi`` e poco combattive. Se vi capita di essere lì da giugno in poi, quando l`acqua si schiarisce dopo molto tempo, tutti i pesci saranno fuori e si prenderanno a vista facendo lavorare lo streamer a galla in trattenuta, ma anche a secca se si preferisce.
Ambiente
Del peggio ho detto. Se però vogliamo essere ottimisti, da maggio dei piccoli fiorellini rosa carico cominciano a colonizzare il greto, alla sera nella scarpata a mezza costa in sponda sinistra, all`altezza del grande masso, c`è sempre qualche camoscio, mentre i cervi che arrivavano di notte attirati dalle luci sotto il nuovo ponte da un po` non si vedono più... Il vento purtroppo è quasi sempre presente per la particolare conformazione del luogo, una specie di imbuto nella valle. Due parole importanti sul colore dell`acqua: qui si pesca bene anche con acqua molto velata. Il colore è determinato dalla combinazione di tre fattori: 1) il livello dell`Adda, praticamente sempre pulito, che forma il ``lago di Pola`` (in realtà meandri che scorrono sopra i 100 metri di detriti portati giù dalla caduta del monte Coppetto nell`87) 2) la portata delle due cascate che scendono, contrapposte, nel lago. In sostanza se prevale la cascata in sponda sinistra, sempre pulita, l`acqua è bella. Se prevale l`altra cascata che passa nel limo, l`acqua è marrone. Se prevale l`Adda, ad esempio perchè piove da un po` l`acqua è alta e bella: l`ideale. Tutto ciò rende evidente che qui le previsioni del tempo valgono poco e bisogna venire sù con un po` di ottimismo, aspettando magari l`evoluzione nel corso della giornata. Tutto il percorso impegna come minimo tre ore di pesca abbastanza veloce, ma anche molte di più volendo soffermarsi e provare più tecniche; al mattino presto rende meno e non servono le levatacce.
Attenzione: ``Pierino la peste`` ci ``cura`` tutti!
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